Agostino Steffani

a cura del prof. Mario Massarotto

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Nel 2004 cadde il 350° anniversario della nascita del nostro illustre "concittadino": Sacerdote, Vescovo, Vicario Apostolico per la Germania del Nord ed insigne musicista. 
Sensibile a tale ricorrenza, intrapresi una ricerca volta a rintracciare maggiori notizie sulla sua vita, la sua attività e l'ubicazione della casa natale. 
Guidato da "mani esperte" riuscii nei miei obiettivi.
(La casa natale con targa commemorativa si trova nell'odierno incrocio dell'Ospedale fra via S. Pio X° e  via Cornaro a lato nord; allora, di proporzioni modeste, venne ampliata alla fine del "700 dai Puppato).
Mario Massarotto 
 
 
L A   V I T A
 
Nell'estimo della Podesteria di Castelfranco Veneto redatto nel 1518 (bibl. di C.V. - l'estimo era il "catasto di allora") vi è in borgo d'Asolo un certo Bernardin de Stievani, volgarizzazione di Steffani, probabile ascendente di Agostino e abitante nella casa dove nacque Camillo papà di Agostino, situata nello stesso incrocio ma nel lato opposto (sud). Ciò dimostrerebbe come questa famiglia fosse "castellana" già da lunga data quando nel 1.654 nacque Agostino. 
Il papà Camillo (1620 +1681) si sposò una prima volta con una certa Helena (1627 +1645) dalla quale ebbe una figlia di nome Helena Perina.
Dopo la morte della moglie a causa del parto, Camillo si risposò con Paolina Terzago, probabilmente originaria di Padova; da questo secondo matrimonio nacquero altri dieci figli: Ventura Giacomo, Pietro Giovanni, Francesco Innocente, Agostino Francesco, Ippolita, Francesco Domenego, Francesco Antonio, Lucetta Maria, Elenna e Piero.
Lo zio materno di Agostino, Ventura Terzago, era Collaterale (diplomatico) del Granduca di Baviera Ferdinando Maria, a Monaco. 
Agostino, fino all'età di dodoci anni crebbe in famiglia dove il padre esercitava il mestiere di "gucciaro" (artigiano lanaiolo) e frequentò probabilmente le scuole "comunali" presenti a Castelfranco fin dal 1400. 
Nel 1666 (o 1667) l'Arciduca Ferdinando Maria e la moglie, Principessa Adelaide di Savoia, per voto fatto per la nascita dell'atteso erede "...si portarono in Padova per venerare il Taumaturgo di quella città (Sant' Antonio) al quale offersero quella bellissima lampada ottagona che di continuo arde dinanzi il suo altare...".
Lo stesso Agostino racconta questo incontro: "...Tre corti ho servito, quella di Baviera 22 anni; quella di Hannover 15 e questa (Duesseldorf) dal 1703 in qua (1706). Alla prima fui condotto giovinetto dal defonto Elettore Ferdinando Maria, al quale, presentato in Padova ove studio (studiavo) fra molti altri ragazzi, s'invogliò d'una certa tal qual di me non so per qual destino, e condottimi seco a Monaco mi diede in cura al Conte di Tattenbach, allora suo Cavallerizzo Maggiore...".
A Monaco Agostino ebbe certamente un'educazione adatta alla sua mente versatile. Studiò con Kaspar Kerrl (allievo di Carissimi e maestro di Pachelbel, precursore di Bach).
Due anni dopo, nel 1668, venne nominato Musico della Cappella di Corte e nel "72 fu mandato a Roma a perfezionarsi con Ettore Bernabei, organista in San Pietro. 
In questa città conobbe i migliori musicisti del tempo fra i quali Arcangelo Corelli, suo coetaneo. 
Nel 1674 successe in famiglia una tragedia; mentre era ancora a Roma, il fratello Pietro Giovanni, prete a Montagnana (Padova), venne assassinato da un altro prete di nome Pietro Pedroni di Montagnana stessa. 
Nella risposta al Tribunale del Malefizio (penale), redatta dal notaio Almerico de Castellis, si legge che genitori e fratelli e zio Collaterale rinunciano a qualsiasi risarcimento e "...donano qualunque sodisfatione al Signor Dio per l'eccesso commesso...così ricercato dall' Ill.mo domino Marin Zorzi (doge) prometendo di non intentar così in questo Stato Serenissimo come nell'ecclesiastico, e di qualsiasi altro Principe così alcuna nè per via di giustizia; nè privatamente nè in modo alcuno contro la persona di esso reverendo...il che ricercano scriversi per me nodaro per notificare dalla loro intenzione, e per la manutenzione a qualsiasi Giudice, e magistrato, et vaglia il presente costituto recorrendo come se letto in qualunque Cancelleria, et qualsiasi Tribunale...". 
Non si può certo dire che una famiglia così fosse senza Dio, come vedremo più avanti! 
Consolidatasi la sua attività, pubblicò la sua prima opera "Psalmodia vespertina 8 vocibus". 
Nel 1675 fu nominato organista di corte e negli anni "78/79 fece un lungo viaggio in Europa dove si esibì davanti a Luigi XIV°.
La sua fama di musicista aveva ormai "varcato i confini" cosicchè nessuno avrebbe immaginato che la sua vita non sarebbe stata solo al servizio della Musica... 
Nel frattempo un altro fatto clamoroso accadde a Castelfranco e n ella sua famiglia.
Fino  a non molti anni fa era in uso nelle Parrocchie invitare "padri itineranti" con lo scopo di predicare nelle chiese, nelle piazze ecc... per ravvivare la fede nelle persone;   questa attività straordinaria della Chiesa era chiamata "Missione popolare". 
Nel 1679 giunse in Missione a Castelfranco nientemeno che il beato Marco d'Aviano (Aviano 1631 - Vienna 1699,) e conosciuto in tutta Europa. 
Le parole di padre Cosmo da Castelfranco (C.franco 1647 - Padova 1715, al secolo Bortolamio Petenaro), segretario e biografo del beato, raccontano che:
"...Addimandato con desio premuroso de Signori di Castelfranco Terra civile della Diocesi di Treviso a' Superiori della Religione, acciò che ivi predicasse nella Quaresima dell'anno 1.679 in loro spirituale profitto; impetratane pronta concessione venne ad annunziarvi la Divina parola...con animo imperturbabile, e rassegnato a' gloria Divina, e confusione degli emuli seguitatori del Padre delle discordie, quali sotto colore di zelo apparente frastornavano il bene altrui.
Ampliatosi per tutte quelle vicinanze il nome di fra Marco, s'inalzò tosto sopra base di fatto miracoloso, mercè che nel principiare delle Prediche certa figliola di anni 15. del Signor Camilo Stefani Cittadino di Castelfranco ch'era stroppiata in modo tale che non poteva caminare ne meno con ferle (stampelle), e trovavasi affatto perduta nel fianco destro, mettendosi addosso con fede la benedizzione da lui fatta stampare, e da lui benedetta, premesso il segno di croce con essa fattosi, andò al Genitore tutta sana a' buon mattino nel di seguente ottavo di Marzo, divulgatosi il portento ne' luoghi vicini non assuefatti a vista ne udito di simili prodigij convenivano què paesani alle sue prediche nelle Feste in gran copia... e necessaria sarebbe stata la grandezza di pubblica Piazza a' contenervi la Radunanza, ma ne fù impedito il congresso per rispetti politici..." 
(Faccio osservare che un Cristiano è tenuto a credere a un miracolo solo se è stato lui a riceverlo; in questo caso però mi risulta più facile credere che non)
Per interessamento di fra Marco venne traslata la salma di San Giustino martire, da Roma a Castelfranco. 
Pare che Agostino, appresa la notizia della guarigione della sorella Elenna avesse ringraziato con una lettera fra Marco e l'ordine dei Cappuccini.
Sappiamo che lo zio materno Ventura Terzago era un diplomatico della Corte bavarese ed era seguito nella sua attività, sempre a Monaco, dal nipote anch'esso di nome   Ventura, fratello di Agostino e maggiore di sei anni.
Agostino decise di fare anch'egli il diplomatico ma come religioso e per la Chiesa. 
La Germania di allora aveva un estremo bisogno di simili "tessitori": era uscita dalla "guerra dei trent'anni" dilaniata dalla guerra civile, da terribili pestilenze e carestie lasciando uno strascico d'odio a sfondo religioso difficile da sanare. 
Sembra che la popolazione di allora si fosse ridotta ad un terzo di quella precedente. 
Quando Agostino doveva "toccare il cuore" di qualche principe o cortigiano, si presentava con la sua Musica e le porte gli si aprivano davanti. 
Per la corte di Monaco scrisse cinque opere e sempre con testo italiano: Marc'Aurelio, Solone, Servio Tullio, Alarico in Baltha e Niobe regina di Tebe.
Nel 1.689 lasciò la corte di Monaco per quella di Hannover dove inaugurò il nuovo teatro con l'opera Henrico Leone; per questa corte scrisse altre cinque opere, poi passò alla corte di Duesseldorf.
Per questo nuovo impiego scrisse altre quattro opere fra le quali il "Tassilone", la più famosa e considerata la migliore.
 
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Il Beato Marco d'Aviano (al secolo Carlo Domenico Cristofori)
 
Nel frattempo a Castelfranco moriva il papà Camillo (1681), mentre la mamma Paolina si trasferiva a Padova dove moriva 11 anni dopo; l'anno successivo (1693) moriva sempre a Padova il fratello Ventura. 
Nel 1706 il Papa Clemente XI° gli conferì la dignità vescovile con il titolo onorifico di "Vescovo di Spiga", città della Misia (Asia Minore), succedendo a Mons. Gasparo Gasparini. 
Non essendo alla guida di nessuna Diocesi (Spiga e la Misia non esistevano da più di mille anni) venne abilitato a ritenere la Badia di Lepsing. 
Nel 1709 il Papa lo nominò Vicario Apostolico per la Germania del Nord (protonotario) conferendogli fra l'altro la Prepositura, cioè la direzione, dell'Abbazia di Santo Stefano a Due Carrare vicino a Padova, della quale fu investito in Padova nello stesso anno. 
Qui le notizie sulla sua vita e sulla sua attività musicale si diradano, interessante sarebbe tradurre in italiano due libri depositati nella biblioteca di Castelfranco, in tedesco gotico l'uno (Wocker: Agostino Steffani Bishof von Spiga...) e in inglese l'altro (Timms: Agostino Steffani and his Music...); inoltre nell'archivio vaticano (Propaganda Fide) sono conservati 86 volumi di Corte che appartenevano a lui. 
Durante un viaggio a Roma conobbe Haendel il quale lo seguì ad Hannover. 
Divenne Rettore dell'Università di Heidelberg e Presidente onorario dell' "Academy of vocal Music" di Londra. 
Morì a Francoforte sul Meno il 12 Febbraio 1728 mentre era in viaggio per l'Italia dove voleva trascorrere gli ultimi anni della sua vita; è sepolto nella Cattedrale di San Bartolomeo di quella città:  "12. Febr. Frankfurti ad Moenum obdormivit, ibique in ecclesia ad St. Bartholomaeum sepultus est Episcopus Spigacensis, cuius anima requiescat in pace" (Wocker).
 
 
 L A   C A S A   N A T A L E 
 
Come già accennato, la famiglia di suo padre viveva nella parte opposta della strada, all'angolo sud fra via Cornaro e via S. Pio X°. L'Avenale passava per il borgo Asolo da nord a sud, all'incrocio con via Cornaro girava a est correndo poi sul lato destro, un piccolo ponte pedonale collegava il borgo Asolo con il tratto che si immetteva nella Piazza Giorgione: così si spiega la larghezza di via S.PioX° pressochè uguale a quella di via Cornaro.
 
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 Questa è l'immagine conosciuta del nostro Agostino, si tratta però di una litografia (immagine su stampa) del 1816 circa di H. E. von Wintter (1716)
  
 
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Questa è la vera immagine di Agostino Steffani (Timms). Lo vediamo vestito da monaco con la croce vescovile; essendo superiore di un monastero poteva indossare il saio dell'Ordine  
 
 
 
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Questa è una piantina del Borgo Asolo del 1705 (riprodotta nella vita del Beato Marco D'Aviano) 
 
 
Osserviamo, con alle spalle l'odierna piazza Giorgione, la prima parte del Borgo e l'incrocio con l'odierna via Cornaro, allora contrà Vetorelli. 
All'angolo nord fra le due vie c'è la casa natale di Agostino, allora due semplici casette contigue.
Osserviamo inoltre il canale detto Musonello (oggi Avenale) che percorreva tutto il Borgo Asolo da nord a sud. In prossimità dell'incrocio girava a est per Contrà Vetorelli correndo sul lato sud. Un ponte pedonale, come si vede, collegava il Borgo alla restante via che dava, dopo un'altro ponte pedonale, al "Padiglion" (Paveion) e all'odierna piazza Giorgione. 
Allora la via d'accesso principale alla piazza era il Borgo Bassano.
Nel 1840 circa, il Comune decise di spostare il corso dell'Avenale più a est dove scorre tutt'ora, e questo per evitare piene pericolose.
 
Veniamo all'identificazione della casa natale di Agostino.
Innanzitutto si è reso necessario farsi un'idea dei vari componenti della famiglia (archivi parrocchial). 
Trovati poi gli atti notarili relativi all'acquisto dell'immobile abitato dai genitori (Camillo  e Paolina Terzago) si è proceduto a risalire ai successivi passaggi di proprietà (assieme a quelli dei confinanti per maggior sicurezza) fino al 1.810, anno in cui venne fatto il catasto napoleonico con mappe, particelle ed elenchi.
 
Primo documento 
(Archivio di Stato di Bassano del Grappa, notarile di Castelfranco, notaio Francesco Sabin, busta n° 178): acquisto di una camera "in fraterna" (assieme) Giacomo Steffani col fratello Camillo. Compreda (acquisto) de Messer Giacomo dei Stievani da Francesco Sabin in prime stride (in prima pubblicazione). 
 
Nel nome di Cristo Signor e della Beata Vergine Maria Amen, l'anno di nostra salute 1640 in dizione 8a li 19 dicembre giorno di venere in Castelfranco nello studio di me nodaro in partis. Francesco Sabin del quondam (del fu) Messer Antonio di questa terra de C.franco...cede dei beni suoi materni che lui ha ereditato in virtù dell'atto 25 Agosto 1634...et alienato...et liberamente aliena a Messer Giacomo Stievani del quondam Gasparo dei Stievani della medesima terra...stipulante et Messer Camillo suo fratello...Una camera a piè pian (piano terra) coperta da coppi con poca terra da horto et altra poca per uso portico in questo loco nel Borgo verso Asolo fra questi confini a mezzodì (sud) via comune a sera (ovest) parte Isabeta sorella del venditore et parte Rocco Bozzo uxorio nomine (a nome della moglie) e a monte (nord) Messer Batta Polaro...Ducati 12...
 
 
Secondo documento 
(...busta 178) Livello (affitto) de Messer Giacomo Stievani con la Scola del Carmine con prime stride            
(11/3/1642)... Una cameretta a piè pian da muro et coppi posta in borgo de Asolo di questa terra, a mattina essi fratelli livellari, a mezzodì Angelo Ceccato uxorio nomine, a sera via comune et a monte Batista Polaro de Loreggia... (in sostanza è un'altra stanza rispetto alla precedente già di proprietà dei due fratelli).
 
 
Terzo documento 
(...busta 178) Compreda de Messer Giacomo dei Stievani da Madonna Lucieta Rozzo con prime stride
            
(7/4/1.642)... Madonna Lucieta fu figlia del quondam Antonio Sabin et di Caterina giugali (sposati) et consorte de Messer Rocco Bozzo di questa terra di C.franco...et aliena a Messer Giacomo dei Stievani...et...Camilo suo fratello heredi...Una camera da muro a piè pian et solaro...et altre raggioni...posta in borgo d'Asolo...tra questi confini a matina detti fratelli compradori, a mezzodì Madonna Isabetta sorella della venditrice, a sera parte Messer Angelo Ceccato...et parte essi fratelli et a monte corte consortiva.
 
 
Quarto documento 
(...busta 178) Compreda de Messer Giacomo di Stievani da Donna Isabeta Macassi con prime stride
             
(19/8/1.642)... alienato a Messer Giacomo dei Stievani...et de Messer Camillo suo fratello...Una casa da muro coperta da coppi, cioè una botega a piè pian, camera in solaro di essa soffitta morta...posta goiùdal ponte al borgo d'Asolo di detto loco, a matina et monte gli confina il comprador, a mezodì via comune et a sera il comprador...
 
La casa dove nacque Agostino venne acquistata un po' alla volta; in seguito divenne proprietà di don Giacomo Stievani nipote di Giacomo (fratello di Camillo), curato della chiesa di S. Liberale (duomo).
 
Quinto documento 
In data 13/10/1734 (notaio Novello, busta n° 389), don Giacomo la lasciò per testamento a "Mattio figlio del quondam Lorenzo Puppati, et Orsola figlia del quondam Antonio Bustini e di donna Antonia Stievani mia sorella...".
 
La famiglia Puppato visse a Castelfranco fino al 1877; Lorenzo, ultimo abitante, è sepolto nella galleria del Cimitero. I successivi passaggi di proprietà sono storia più recente da farsi non più negli Archivi di Stato.
 
Sesto documento 
(biblioteca di Castelfranco Veneto Q1 MS 158) Nella mezzaluna della casa natale si trovava un dipinto scomparso chissà perchè con l'ultimo restauro del 1994 e citato da Nadal Melchiori, pittore castellano (1671 +1735ca.) "...in Borgo d'Asolo nella casa contigua al ponte, di ragione della famiglia Stievani v'è un'imagine di nostra Signora (Madonna) dipinta in fresco..."

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La casa natale

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Targa commemorativa


Due parole sulla sua Musica 
Agostino Steffani appartiene ad un'epoca gloriosa della Musica italiana ma poco conosciuta dai più a causa della ricerca musicale che sembra essersi arenata.
Pubblicò inoltre un libretto intitolato "Quanta certezza abbia da suoi Principi la Musica, et in qual pregio fosse perciò presso gli Antichi" (Amsterdam 1695).
Questo libretto fu molto apprezzato in Germania e lodato dallo stesso J.G.Walther (musicista, teorico, parente di Bach e suo allievo); venne fatta una traduzione in tedesco ristampata otto volte.
Altre volte ebbe modo di pronunciarsi sulla Musica in alcune lettere; da una di queste si legge "...che la Musica sia veramente scienza..." e ancora "...Io non so poi se la Musica sia in stima: so bene che se vi è merita di esservi...merita di esser studiata...".
Le sue composizioni rinvenute comprendono 15 opere liriche, scene varie in Musica, Salmi, Mottetti, Sonate da camera e un centinaio di duetti.
 
 
Note bibliografiche 
- Nadal Melchiori "Delle pitture et iscrizioni esposte al pubblico alle case de particolari di questa parochia" C.franco 1.720 ca. (biblioteca comunale).
- Colin Timms "Agostino Steffani and his Music" Oxford University Press 2003 (biblioteca comunale).
- Enciclopedia della Musica Rizzoli-Ricordi di Milano.
- Archivio di Stato di Bassano del Grappa, notarile di Castelfranco, notaio Giacomo Riccati (altri).
- Cosmo da Castelfranco "Vita e opere di Marco d'Aviano" a cura di Mary Cusin Frattin e Paolo Miotto, Parrocchia del Duomo di C.franco 2.005.
- Giordano Riccati "Notizie di Mons. Agostino Steffani" Venezia 1.779 (biblioteca comunale). 
 
 
Sono riconoscente alle sottoelencate persone per la cortese ed indispensabile collaborazione:  
- Prof. Gabriele Ferronato, già docente di Lingua Italiana presso l'Istituto Einaudi di Bassano del Grappa.
- Dott. Giacinto Cecchetto, già Direttore della Civica Biblioteca di Castelfranco.
- Prof. Elia Favero, Ricercatore di Storia dell'Arte presso la facoltà di Lettere dell'Università di Udine.
- Signora Mary Cusin Frattin, Archivista del Duomo di Castelfranco.
- Al personale dell'Archivio di Stato di Bassano del Grappa e della Civica biblioteca di Castelfranco Veneto